Favola del principe che non sapeva amare

Progetto Grandi Italiani

Nuovo Teatro diretta da Marco Balsamo
presenta

Stefano Accorsi

FAVOLA DEL PRINCIPE CHE NON SAPEVA AMARE

liberamente tratto da "Lo cunto deli cunti" di Giambattista Basile
adattamento teatrale e regia di Marco Baliani
produzione Nuovo Teatro diretta da Marco Balsamo
in coproduzione con Fondazione Teatro della Toscana

(cast artistico in via di definizione)

Uno spettacolo che indaga il mistero più misterioso di tutti, quello di riuscire avivere.
Ne Lo cunto de li cunti, del Basile, da cui lo spettacolo prende sostanza, il mistero del nostro vivere si dipana in una mappa di storie, con un andamento fiabesco, le vicende che vi accadono posseggono una loro verità del tutto indipendente dallarealtà ordinaria. La fiaba è un fatto di cronaca fantastica che va raccontato con la pregnanza con cui si racconta un fattaccio di cronaca nera o di cronaca rosa. Le magie che vi accadono non sono effetti speciali per stupire o spaventare, sono invece come fasci di luce potente che viene proiettata sul nodo psichico della vicenda narrata, per indurre lo spettatore a farsi carico di quel nodo.
Dopo aver portato in scena il Decameronedel Boccaccio e Orlando Furiosodell’Ariosto, ora la trilogia del progetto Grandi Italiani si conclude con Lo cunto de li cuntidi Giambattista Basile, col suo linguaggio barocco, un italiano rinnovato da un dialetto aspro e meravigliosamente creativo.
Un linguaggio sonoro, che si riverbera anche nello spettacolo, dove i suoni e le sonorità comporranno un paesaggio mutevole e metamorfico.

Progetto GRANDI ITALIANI

Ariosto ORLANDO FURIOSO, Boccaccio DECAMERON, Basile LO CUNTO DE LI CUNTI
di Marco Baliani, Stefano Accorsi, Marco Balsamo

Portare in teatro la lingua di tre grandi italiani Boccaccio, Ariosto, e per ultimo il Basile, sfidando la complessità delle loro opere, per scoprire quanto ancora possiamo nutrirci delle loro invenzioni, dei loro azzardi, delle loro intuizioni. E per mostrare, con l’arte della scena, che la bellezza delle loro creazioni è un tesoro inestinguibile, a doppio filo legato a quell’altra beltà che è il nostro paesaggio e le nostre opere d’arte.