24-08-2001

"LA MIA VITA SENZA SEGRETI"
di Camillo De Marco

Una studentessa innamorata del suo professore di filosofia teoretica, un uomo su una sedia a rotelle che vuole risolvere misteri insabbiati, una giovane popstar alla ricerca disperata di un 'maestro spirituale'. Eros Puglielli, diventato autore cult per tanti giovanissimi cinefili con i suoi corti, dà con Tutta la conoscenza del mondo la sua personale rappresentazione ("scanzonata e disillusa") dell'umana ricerca dei responsi ai fondamentali quesiti: "chi siamo? da dove veniamo? dove andiamo?". Una risposta alla sete di spiritualità l'aveva tentata Woody Allen con la battuta "Non solo Dio non esiste ma provate a trovare un idraulico la domenica pomeriggio". Ma oggi, con la New Age che preme per entrare nelle nostre coscienze dalla porta principale e i santoni che imperversano nelle farm dell'anima, è impossibile ignorare i problemi metafisici. Partendo da questo, il ventottenne Puglielli (che, come dice Giorgio Albertazzi, è un regista eidetico e creativo) ha girato una divertente e ironica storia sulle illusioni e le angoscie di giovani e maturi, un viaggio alla ricerca della 'verità', alla quale pare non si giunga nemmeno con 'tutta la conoscenza del mondo'. Ne abbiamo parlato con lui e con la protagonista Giovanna Mezzogiorno.

Cosa l'ha ispirata per questo film?
Puglielli: "L'ispirazione è venuta da alcuni testi su cose che miinteressano, che condivido, come ad esempio un libro sul Sufismo. Ma volevo dare un'idea di leggerezza intorno a questi argomenti, raccontarli con ironia. Senza dare giudizi negativi o positivi su queste teorie, lasciando il film aperto a qualsiasi tipo di interpretazione. Credo comunque di aver suggerito una visione meno intellettualistica di questi argomenti".

Ma voi cosa pensate della 'moda' new age e dell'esoterismo in generale?
Mezzogiorno: "Il personaggio del film è molto diverso da me. Io sono concreta, realista. Sono laica, credo nella costruzione delle cose giorno per giorno, credo nel mio lavoro di attrice e non ho mai praticato forme di meditazione, non mi sono mai fatta leggere le carte".
Puglielli: "Io credo che queste pratiche non siano dannose, credo siano innocue, come una medicina che non è fatta per curare. Penso comunque che ci sia qualcosa oltre i cinque sensi. Ma bisogna stare attenti all'eso-turismo".

Il mondo del pop e il cinismo dei manager, l'ambiente universitario con i suoi 'baroni'. E' una riflessione biografica sui trentenni?
Puglielli: "Ho toccato dei luoghi comuni che sono realissimi: ho visto davvero dei manager con il sigaro in bocca e i piedi sulla scrivania.
Mezzogiorno: "Non mi sembrano personaggi particolarmente rappresentativi di una categoria generazionale. Ma hanno una loro forza. Li sento abbastanza 'disarcionati', persi, scoordinati. Hanno un grande candore, un'immensa ingenuità,mancano di malizia. Cè in loro uno stupore che li ha resi molto commoventi ai miei occhi. Il mondo reale è decisamente più disilluso".

Come si è 'avvicinata' al suo personaggio?
Mezzogiorno: "Con grande divertimento. A partire dai costumi. La Giovanna del film è un po' 'sfigata', fuori dagli schemi delle ragazze della sua età, per questi suoi lati estremi, assurdi".

Come è stata l'esperienza di dirigere un mostro della recitazione come Giorgio Albertazzi?
Puglielli: "Abbiamo scritto il personaggio del professore di filosofia per lui. Eravamo direi intimoriti, poi abbiamo scoperto la sua grande intelligenza, una apertura mentale che avevo riscontrato raramente. Nel lavorare è stato molto essenziale. Ha letto, ha approvato e ha chiesto: cosa devo fare?"

Parliamo dei vostri rispettivi progetti? Per Giovanna si vocifera di una Mata Hari, una Lucia dei 'Promessi sposi'...
Mezzogiorno: "Effettivamente ci sono dei progetti di questo tipo, Per il momento niente di concreto. La cosa più concreta è un film su Ilaria Alpi (la giornalista Rai uccisa in Somalia, n.d.r.), ma non posso dire di più".
Puglielli: "Ho in mente un thriller paranormale, una storia 'classica'. Ma non ho ancora nemmeno il titolo..."