MEZZOGIORNO DI FUOCO
Una chiacchierata con la protagonista dell' "Ultimo bacio"
di Daniele Passanante

Deve essere successo come nella "Rosa purpurea del Cairo" di Woody Allen. Lei era dentro lo schermo e poi, d'un tratto l'abbiamo vista fuori, fra il pubblico in sala, alla prima milanese di "Tutta la conoscenza del mondo" il film di Eros Puglielli. News2000 l'ha incontrata e intervistata. Giovanna Mezzogiorno, la protagonista femminile di "L'ultimo bacio" di Gabriele Muccino, uno dei maggiori successi del cinema italiano del 2001. Incasso record, critiche ottime, premi e riconoscimenti di ogni genere.

Nove film all'attivo nella sua carriera e altri due in uscita prossimamente sugli schermi italiani. Non ama parlare della propria vita privata, ma tra il detto e non detto qualcosa trapela. Non è certo una novità la sua storia ormai solida con Stefano Accorsi, compagno di lavoro e nella vita. Ma com'è Giovanna dal vivo? Occhialini neri, vestita di scuro, truccata a effetto naturale, insomma, una ragazza acqua e sapone. Non naviga in internet, non ha l'e-mail e nemmeno il computer. E a 26 anni (27 il 9 novembre prossimo) può vantare un'esperienza artistica davvero notevole.

Giovanna, come è cominciata la tua carriera?
Sono andata in Francia a studiare, nel 1994 dopo il liceo linguistico. Ho studiato al conservatorio d'arte drammatica, ho fatto degli stage con il Teatro del Sole di Arianne Mnouchkine. Poi il workshop con Peter Brook. Sono entrata nella sua compagnia e ho fatto una tournee in Europa per un altro anno.

Hai lavorato con Peter Brook per due anni, hai fatto un film con John Malkovich e Gerard Depardieu. Come sono da vicino?
Certo, sono capisaldi del cinema e del teatro, ma poi nella realtà sono persone tranquille e simpatiche. Persone più normali di quanto si immagini. Non ho da dare qualche particolare aneddoto o impressione, anche perché ho avuto con loro un breve rapporto di lavoro.

La classica domanda che si fa alla diva nascente (e ovviamente ti stiamo prendendo un po' in giro): qual è il ruolo che ti piacerebbe interpretare?
Non so rispondere, perché io non ho un ruolo dei miei sogni, anche perché non credo sia giusto averlo. Non mi piace avere dei preconcetti, ma essere un'attrice eclettica.

La classica domanda che viene fatta ai figli d'arte: ti è stato d'aiuto avere due genitori attori?
Mi è stato d'aiuto nella mia educazione. Sono arrivata con i piedi per terra, senza troppe illusioni e grilli per la testa. Essere figli di un padre come il mio mi è stato d'aiuto. Ora è un peso. Più dei 35 miliardi di Gabriele Muccino per me un grandissimo successo sarebbe un giorno potermi rendere conto di essere Giovanna Mezzogiorno, e non la figlia di Vittorio. Mi rendo conto che io per tanta gente, per la maggior parte (del mestiere e non) io sono ancora la figlia di Vittorio. So di non vivere di rendita e mi faccio anche un gran mazzo.

MEZZOGIORNO IN FAMIGLIA
«Stefano Accorsi affascinante? No, molto di più!»

Sei consapevole di essere bellissima? Te lo dicono spesso?
Sì. Io mi piaccio, abbastanza. Ma bisogna, come attrice, non dare importanza al proprio aspetto fisico.

Nudo o non nudo? Molte attrici per scelta non si spogliano (anche se poi magari fanno vedere lo stesso), altre invece mostrano di più a seconda delle esigenze di copione. Tu da che parte stai? Qual è per te il limite - tutto italicamente moralista - nel gioco del vedo non vedo?
Se un domani ci sarà un motivo professionale serio, possiamo anche parlarne, ma credo che il nudo mostrato in cinema dai registi sia spesso un effetto. Quando invece molto spesso il nudo è estremamente banale, è gratuito e anche mal filmato. Di solito il regista che fa vedere il nudo è uno che vuole sorprendere, ma è un effetto che risulta abbastanza mediocre.

Per il momento non fa parte del tuo repertorio, anche se in "Tutta la conoscenza del mondo" hai giocato a fare la vamp. Capiterà mai di vedere una Giovanna Mezzogiorno in versione "sex symbol"? Magari in uno dei prossimi calendari?
Non capiterà mai. Ti dirò di più. Io non penso per questo di essere meno sexy di altre persone. La femminilità non ha a che fare con la nudità, ma con il fascino, con il mistero e con il buon gusto. Tutte cose che non hanno a che vedere con i calendari e con le tette in mano in copertina.

Che fai nel tempo libero?
Vado fuori Roma, sto a Roma. Non ho hobby. Leggo molto. L'ultimo libro che ho letto è "Scritti corsari" di Pier Paolo Pasolini. Attualissimo, lungimirante. Poi in questo periodo... Lo leggi e ti dà delle pugnalate.

Vita privata, figli in vista, scoop, gossip per i nostri lettori?
Figli no, per carità.

Com'è Stefano Accorsi fuori dal lavoro?
Bene, grazie.

Ok, chiaro il messaggio, ma che cosa fate insieme?
Stiamo normalmente. Non abbiamo ville con piste di atterraggio per elicotteri privati. Cerchiamo di starcene per i fatti nostri.

Dove?
Non te lo dico neanche se mi spari.

Le mie colleghe impazziscono per lui, ma è davvero così affascinante?
Se per gli altri lo è, lo sarà. Per me è molto di più che affascinante. Affascinante possono essere molti uomini. Per me è sicuramente molto meno banale che "affascinante".

Ma è vero che avete vissuto una situazione simile al film?
Siamo stati separati per un periodo, ma non c'erano fatti di tradimenti.

Non c'era quindi nessuna Martina Stella della situazione. La fine del film di Muccino lascia intravedere che per vivere in una coppia in fondo bisogna trovarsi degli spazi personali o comunque che non si è immuni dalle tentazioni... Cosa ne pensi? Qual è la ricetta?
Ah no, non si è mai immuni. Non c'è una ricetta, se non quella di stare molto vigili a se stessi e al compagno, essere molto altruisti, rispettosi, investire e crederci tanto. Poi l'immunità non esiste. Nessuno è immune, neanche la coppia più perfetta. E poi, pensare di non essere immuni credo sia anche uno stimolo per qualsiasi coppia affiatata.

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In questo film di Puglielli reciti un po' sopra le righe, anche grazie al fatto che l'effetto è surreale, spesso grottesco. Com'è stata quest'esperienza?
Un'esperienza divertente. Ho fatto diversi film molto più convenzionali rispetto a "Tutta la conoscenza del mondo". Per me dare spazio a questo lato più grottesco e comico è interessante e divertente. Divertente anche il rapporto con Eros. Sono molto contenta di averlo fatto. Un esordiente, un film così strano e così inusuale per l'Italia, ma io sono stata felicissima. Spero di lavorare ancora con lui.

E rispetto alle produzioni più "ricche", come ti sei trovata?
Beh, ci sono delle differenze. L'apparato produttivo in "L'Ultimo bacio" era davvero grande, mezzi, locations, comodità e confort sul set, la paga, tutte queste cose fanno la differenza e poi c'è l'apparato distributivo e promozionale. Promozione fantastica in tante città. Cambia, ma devo dire che la libertà e anche il divertimento che c'è stato sul film di Eros sono comunque maggiori. Anche il fatto di fare questo film disorganizzato e povero è stata un'avventura.

Il cinema è la tua passione o è "solo" un lavoro?
Nel senso che vedo più film degli altri? Per certi aspetti, sì. Ma più che altro il mio modo di andare al cinema è diverso. Mentre i film americani fanno incassi esagerati e non mi interessano, cerco di vedere tutto il cinema italiano. Non mi diverte vedere il cinema americano. In questo senso forse il mio approccio con le sale cinematografiche ha un impatto di professionalità.

Registi preferiti? Film preferiti?
Non ho registi o attori preferiti. Credo nei momenti delle carriere: strepitosi in alcuni momenti oppure banali in altri. Un regista o un attore non sono mai esenti dallo sbagliare. Non ho miti.

Muccino, Soldini, Rubini, Piccioni, Mazzacurati e non dimentichiamoci di Nanni Moretti: secondo te il cinema italiano è ben rappresentato da questi nomi?
Sì, insomma. Non ne ho in mente altri. Ho visto "I nostri anni" di Daniele Gaglianone e mi ha colpito. Questi che hai citato sono registi che io stimo enormemente. Non credo siano i soli rappresentanti del cinema italiano.

Prossimi progetti, altri ultimi baci?
No, ultimi baci, basta. Farò un film su Ilaria Alpi, regia di Ferdinando Vicentini Orgnani. Una storia molto bella a cui sono molto felice di partecipare. Deve uscire "Malefemmine" di Fabio Conversi e il film di Livia Gianpalmo: "State zitti per favore", con Adriano Giannini (altro figlio d'arte di Giancarlo - ndr), nel ruolo di una mamma alle prese con due gemelli.

Giovanna Mezzogiorno attrice la conosciamo. Progetti di regia?
No, assolutamente.

Con chi ti piacerebbe lavorare?
Mi piacerebbe lavorare ancora con Michele Placido. Un grande regista. Con Amelio e poi mi piacerebbe lavorare ancora con registi giovani, scoprire dei registi nuovi.

I ventenni, i trentenni, gli splendidi quarantenni. In Italia ci sia un nuovo filone di film: quelli "generazionali". Perché?
Perché sono film di facile accesso anche. Senza nulla togliere. Non è una critica: sono film accessibili a molte fasce d'età, non vanno a mirare a un particolare gruppo sociale, incontrano i gusti di tanta gente. Film che non vanno a mirare verso un pubblico particolare, ma abbastanza capito da tutti.